La Rocca della Creusa è stata ribattezzata dell’Eremita perché qui dagli anni ’30, fin durante la Seconda Guerra Mondiale, visse un uomo così soprannominato.
Alto quasi 2 metri di costituzione molto robusta, coperto dal saio tipico ell’eremita abitava una grotta, a fianco aveva scavato una nicchia per riporre una statua della Madonna. Aveva fatto due anni di seminario per poi abbandonarlo, fratello di un pio sacerdote, figlio di un rispettabile dipendente del Comune di Bra”.
(L. Converso – L’Eremita di Pocapaglia, in “Cuneo. Provincia Granda” – n3 1996, p 44)
Settimio G., questo il suo nome, era nato a Bra nel 1905 e secondo Giovanni Arpino (G. Arpino - L’Eremita, in “Cuneo. Provincia Granda”, p47), per un po’ visse da vero eremita. Poi per insofferenza e bisogno cominciò a lavorare. Personaggio introverso, scuro in volto, fascista, faceva paura ai bambini ma piaceva alle donne che gli chiedevano consigli soprattutto di natura medica. Lui rispondeva con impacchi d’erbe e consigliando di pregare il Signore e Mussolini. Aveva dei figli ed era rispettato dai contadini anche perché era considerato una persona a metà tra l’uomo e la strega.
Con la guerra la sua vita cambiò. Aiutò i contadini a contrabbandare cacciagione a Torino ma si pensava fosse una spia dei fascisti. Morì ammazzato alla fine della guerra quando tutti si erano dimenticati di lui. Un giovane partigiano che si faceva chiamare Milton lo uccise con una scarica di mitra, lo stesso partigiano che probabilmente uccise la moglie. Dei figli non si seppe più nulla.

Il Sentiero dell’Anfiteatro della Ghia parte dal Centro Visita e coincide con la prima parte del Sentiero della Masca Micilina fino al pianoro per poi svoltare a destra. Incontrato il sentiero comunale T1 si segue tale tracciato fino a giungere alla SP 340 che incrocia il Grande Sentiero del Roero arrivando così alla Rocca della Ghia, un enorme anfiteatro naturale circondato dalle Rocche.
Risalendo sulla strada provinciale si tiene la destra per 20 metri e si può vedere il punto panoramico Rocche dell’Eremita o della Creusa.
Partendo dal Centro Visita per andare direttamente alla Rocca dell’Eremita si esce in via Cavour a destra, si costeggia la Confraternita di S. Agostino, il Castello e s’imbocca la SP 340 sulla destra si trova il Bric d’la Masca Micilina. Si passa accanto al Pilone di S. Sebastiano e dopo 300 metri lasciando la strada sulla sinistra si arriva al balcone Rocca della Creusa o dell’Eremita.

DIFFICOLTA': bassa.
MEZZI: a piedi, bici, cavallo.
DURATA: 1,30 h a piedi

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Pocapaglia - Sentiero della Ghia
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