Nel quinto anno di sviluppo del progetto (a.s. 2007/2008) l’Ecomuseo intende continuare su questa pista di lavoro e, sulla base delle indicazioni emerse dal gruppo di progettazione (composto da insegnanti referenti per ogni Istituto) modificare le proposte al fine di stimolare nuove progettualità all’interno della scuola e del territorio. Nel corso dell’anno scolastico 2007/2008 alle scuole degli 8 comuni del territorio (Pocapaglia, Sommariva Perno, Baldissero, Montaldo Roero, Monteu Roero, Santo Stefano Roero, Montà, Cisterna) saranno rivolte proposte laboratoriali indirizzate alle classi. Affinché queste proposte non diventino estemporanee occasioni di svago per i ragazzi, senza una ricaduta effettiva sul progetto di scuola gli insegnanti verranno supportati dagli esperti di laboratorio perché le esperienze si inseriscano nella progettazione dei percorsi delle scuole. Gli interventi sui bambini sono organizzati dall’Ecomuseo in collaborazione con l’Associazione Balaò e i Canalensi’s Brando – progetto “Sàuta bilàuta”.
Gli insegnanti delle scuole dei comuni dell’Ecomuseo potranno scegliere tra i seguenti laboratori, che verranno attivati da esperti nelle classi, adattandoli, in fase di programmazione, alle progettazioni delle singole scuole:
I giochi che ritornano
Il laboratorio si propone di rendere vivo il passato rivolgendo l’attenzione al gioco infantile.
Il mondo ludico dell’infanzia si rivela ricchissimo di indicazioni socio-antropologiche. I giochi sono un condensato di usi, credenze, riti popolari, canzoni e abitudini tipiche del mondo degli adulti, passate al patrimonio infantile attraverso un processo di semplificazione. Il chiaro intento che sta dietro all’imitazione del mondo degli adulti è quello “pedagogico e propedeutico”, che interessa il bambino soprattutto nel suo piacere di testare abilità trasformative e manipolative dei materiali, nel cimentarsi in piccoli esercizi motori o ancora in minuscole drammatizzazioni.
Nel 2003 l’Unesco ha ufficialmente dichiarato il gioco tradizionale patrimonio dell’umanità in quanto bene immateriale. "Giocare è riappropriarsi degli storici spazi cittadini, per poter vivere attraverso il gioco la città, alla scoperta di divertimenti che vengono dal passato, alla ricerca di nuovi amici e compagni di gioco, nel centro storico cittadino o in vicoli e piazze di quartieri e paesi..."
1° intervento - LE MEMORIE IN GIOCO.
DURATA: DUE INCONTRI da 1 h per classe (NEL CASO DI SCUOLE CON CLASSI RIDOTTE, SI ACCORPERANNO PIU’ CLASSI, CON UN MASSIMO DI 25 BAMBINI PER GRUPPO)
L’intervento prevede alcune brevi animazioni teatrali in cui due animatori nelle vesti di cantastorie coinvolgeranno i bambini in un viaggio nel passato dove i giochi antichi, gli aneddoti, le filastrocche, le testimonianze del territorio prenderanno vita in uno scenario di fiaba.
Il secondo intervento prevede il recupero di giochi o la realizzazione di giochi di un tempo con materiali poveri.
Feste alla ribalta
I laboratori tratteranno il tema della musica e dei balli popolari piemontesi ad una parte, e delle feste tradizionali del calendario contadino dall’altra. L’intento è di favorire il radicamento di eredità legate
al tempo festivo soprattutto nelle nuove generazioni, ma anche di contrastare la tendenza della società contemporanea ad organizzare il proprio tempo libero seguendo il criterio dell’individualismo
e del consumismo. Oggigiorno i momenti che un tempo erano vissuti in gran parte collettivamente, nell’impegno per il bene comune o nella festa popolare, si trascorrono per lo più in privato o si dedicano al consumo. Soprattutto nella vita dei più piccoli i massmedia assorbono e manipolano il tempo libero costringendo a lunghi momenti di passività e riducendo la socializzazione e la creatività.
In questo senso la riscoperta del modo collettivo di vivere spazi e momenti festivi può costituire una valida opportunità non solo per riappropriarsi di una specifica identità culturale, ma anche per orientare l’individuo verso una partecipazione attiva in ambito locale: nella condivisione della preparazione della festa, rituale ricco di contenuti, valori e significati, la persona (o il bambino) è protagonista, allaccia scambi e contatti interpersonali, acquista la consapevolezza dell’appartenenza alla comunità, si sente utile ed accettato e vive un momento di ricreazione in cui non è solo spettatore ma elemento integrante, tassello unico ed insostituibile.
2° intervento: Laboratorio di danze tradizionali.
classe (NEL CASO DI SCUOLE CON CLASSI RIDOTTE, SI ACCORPERANNO PIU’ CLASSI, CON UN MASSIMO DI 25 BAMBINI PER GRUPPO)
Durata: 3 incontri di 1 h.
Laboratori realizzati sotto forma di stage durante i quali ballerini in costume tradizionale insegnano i balli di un tempo, dalle monferrine in coppia al brando dei coscritti in cerchio: danze semplici ed immediate che favoriscono l’affiatamento di gruppo, il miglioramento delle capacità di coordinamento motorio, lo sviluppo di competenze ritmiche e musicali e l’avvicinamento ad un patrimonio musicale spesso percepito come “non familiare”.
3° intervento: Laboratori di ri-proposta dei riti tradizionali: il cante’ j’euv e il cante’magg.
classe (NEL CASO DI SCUOLE CON CLASSI RIDOTTE, SI ACCORPERANNO PIU’ CLASSI, CON UN MASSIMO DI 25 BAMBINI PER GRUPPO)
Durata: 3 incontri di preparazione di 1 h e data finale con svolgimento della festa.
Contestualmente al periodo dell’anno verrà proposto alle scolaresche l’allestimento di una festa del calendario contadino (a Marzo il Cantè J’Euv e a Maggio il Cantè Magg).
Per rendere i bambini non soltanto spettatori ma attori in prima persona del modo di vivere la festa, ad una parte organizzativa seguirà un momento puramente ludico in cui attraverso la fedele riproposta del rito, (scelta del luogo, canzone e musica, abbigliamento) ci si potrà immedesimare e capire i significati culturali che stanno dietro alla finzione.

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