Borghi delle Rocche - Pocapaglia

Pocapaglia

Il nucleo più antico di Pocapaglia è completamente abbarbicato sui crinali delle Rocche, e vanta alcuni tra i più scenografici affacci sull’intera dorsale geologica. Il famoso scrittore Italo Calvino attribuiva a Pocapaglia un paesaggio fiabesco: il Comune è situato infatti tra colline, boschi e suggestivi dirupi. E' proprio qui che le Rocche offrono gli spunti di maggior interesse naturalistico e geologico. Retaggio di secoli lontani sono le leggende di "masche" (streghe in dialetto locale), e le storie legate all'ambiente tenebroso e inquietante delle Rocche, da esplorare percorrendo i Sentieri tematici.

CENNI STORICI
La sua collocazione in margine alla piana del Tanaro è all’origine di una continuità di attestazioni che iniziano dalla preistoria e si ampliano in età romana per la vicinanza con la città di Pollentia. Nel XII secolo compare una nuova classe feudale, i “de Paucapalea”, mentre dal 1304 compaiono nel feudo i Falletti, il casato che dominerà i territori di Pocapaglia, con una mutevole politica che li porterà a scontri con il marchesato di Saluzzo ed alleanze con gli Acaia e i Savoia, fino al 1784.

COSA VEDERE:

- Le ROCCHE
A Pocapaglia le Rocche costituiscono l’elemento paesaggistico più tipico: selvagge e labirintiche, sulla loro origine il mito ha sempre usurpato il posto alla scienza, che lo spiega con l'affascinante episodio della “cattura del Tanaro”.  Un patrimonio naturalistico che è possibile scoprire grazie alla Rete Sentieristica del Roero: itinerari ad anello che approfondiscono i temi dell’identità culturale locale.

- Il MUSEO "ROCCHE E MASCHE"
Realizzato nelle cantine storiche dell'edificio comunale, è un luogo della memoria, dove si conservano le tradizioni, i mestieri e le leggende del Roero.

- IL CASTELLO
Frutto di molteplici ricostruzioni ed aggiunte, è citato la prima volta nel 1197, periodo in cui costituisce la temibile roccaforte dei “domini de Paucapalea”, da due lati a strapiombo sulle rocche. I Falletti, che nel 1341 vi tennero sequestrato il marchese Tommaso II di Saluzzo, lo ricostruirono verso la metà di quel secolo. Nel 1534 Giovanni Antonio Falletti ne cede parte al marchese di Saluzzo e sono forse questi i tempi in cui si impreziosì del magnifico portale esterno, formato da due corposi stipiti di notevole interesse artistico per gli altorilievi guerreschi, simili a quelli che adornano la facciata di palazzo Madama a Torino e che, vuole la tradizione, si debbano attribuire al Sansovino. All'inizio del ‘600 fu modificato l'edificio che sovrasta l'accesso, ancora trasformato in seguito.
Per visite guidate al castello, contattare l'Ecomuseo.

- LE CHIESE
Santi Giorgio e Donato: attuale parrocchiale posta in capo alla piazza principale. Venne edificata tra il1663 e il 1666 nel sito della preesistente chiesa di S. Giorgio. Fu restaurata all'inizio dell'800 e riconsacrata nel 1804. All'interno si trovano pregevoli tele e tavole dipinte; la volta e le vele sono interamente affrescate. Notevole il coro ligneo, finemente intarsiato, e il battistero.

La chiesa di S. Agostino, ubicata sotto il castello, fu fatta erigere dai disciplinanti tra il 1742 e il 1749, su progetto iniziale del conte Carlo Giacinto Roero, ispiratosi alle linee del barocco piemontese; l'interno, ad aula, contiene due quadri di notevoli dimensioni raffiguranti “L'Ultima Cena” e l'episodio della “Lavanda dei piedi”.

Dietro il cimitero, in posizione dominante e orientata ma sempre più degradata, si trova la chiesa di S. Giusto, ricostruita dal 1762 al 1769 sotto la direzione del mastro Carlo Traversa, ornata alcuni anni dopo con stucchi del Barelli; il campanile fu costruito dal 1788 al 1791. Su un modesto colle che si affaccia sulla piana del Tanaro resta l'abside romanica di S. Giorgio, residuo di una ricostruzione della chiesa nella prima metà del XII secolo.

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