L’elemento fondamentale che caratterizza il paesaggio dell’Ecomuseo è rappresentato dalle Rocche. Si tratta di un fenomeno geologico di erosione che ha origine nella notte dei tempi, ma che continua ancora oggi e influenza la vita dell’uomo.

Circa 250.000 anni fa il Tanaro deviò il suo corso per opera di erosione di un altro fiume. Questo evento, che viene chiamato dagli studiosi Cattura del Tanaro, causò una serie di sconvolgimenti molto forti nelle vallate di scorrimento. I corsi d’acqua del Roero cominciarono ad arretrare verso la nuova valle del Tanaro, incidendo con forre profonde e calanchi pittoreschi i terreni sabbiosi dell’Astiano.

Il risultato di questo fenomeno millenario è unico e ancora oggi osservabile nei comuni delle Rocche. Nelle dolci colline tipiche del Roero, si aprono improvvisamente profonde voragini che possono raggiungere anche dislivelli di centinaia di metri. La pareti sabbiose della collina formano guglie dalle forme affascinanti e bellissime, anfiteatri naturali maestosi ed imponenti in cui ci si può avventurare seguendo i sentieri dei contadini.

L’ecosistema delle Rocche è molto delicato. Microclimi diversi coabitano in poche centinaia di metri di altitudine; pini e roverelle, tipici di una vegetazione secca, crescono in cima alle creste, mentre nel fondo dei burroni l’acqua stagnante crea habitat umidi e rigogliosi.
Inoltre le Rocche sono formate da terreni sabbiosi che un tempo erano fondali marini, e per questo è possibile trovare incastrati tra le pareti fossili di conchiglie, ricci e pesci.

 


 

Rocche a S. Stefano Roero
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