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L’enigmatico toponimo Podium Rote attesta un probabile remoto culto solare in zona. In età romana troviamo alcuni “fundi” e un ara dedicata alle fonti, oggi supporto all’acquasantiera nella parrocchia dell’Annunziata.
Montaldo viene citata per la prima volta in un documento del 1153, con cui papa Eugenio III la donò alla chiesa di Asti. Il feudo era retto dai consignori de Montaldo, i quali, differenziandosi da altri signori della zona, si schierarono contro Alba, probabilmente per difendere la loro quota di signoria in Corneliano. Alla coniuratio dell’Astisio del 1199 aderì solo una parte del consortile montaldese, mentre l’altra si legò l’anno seguente ad Asti per fare guerra ad Alba, per recuperare così le quote in Corneliano appena perse. Queste divisioni nella comunità di Montaldo durarono per tutto il duecento.
Nel 1374 il vescovo di Asti cedette tutta la signoria di Montaldo a Guglielmo Roero, ma i suoi discendenti, nell’arco di due secoli, persero gradualmente tutto il feudo. Da questo momento in poi Montaldo passò nelle mani di numerose famiglie, senza che nessuna riuscisse a possedere tutta la signoria e a rimanere in maniera duratura.

 

 

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