EPOCA PREROMANA: INSEDIAMENTO DELL'ETA' DEL FERRO
Nel 1987 è stato rinvenuto un insediamento della prima età del ferro in località Strada Valla di Pocapaglia. Era presente cospicuo materiale ceramico di ottima qualità, con decorazioni verticali, elicoidali e ad anello.
EPOCA ROMANA
Siti d’interesse particolare per quanto riguarda l’epoca romana, sono la borgata Saliceto e la località Carbonera.
XII SECOLO: SACELLO ROMANICO DI SAN GIORGIO
Aspetti formali simili al S. Antonino di Baldissero si possono ritrovare nella residua struttura absidale del sacello campestre di S. Giorgio, posto tra le località di Laggera e Macellai. L’abside presenta tracce di lesene e finestrelle monofore, ed è costruito quasi interamente da laterizi, con qualche inserto lapideo e in materiale di recupero. Anche qui erano presenti affreschi nell’abside, oramai illeggibili.
XV SECOLO: BASSORILIEVO CON SAN SEBASTIANO
Un frammento circolare in pietra rappresenta un esempio di scultura quattrocentesca di tendenze ancora gotiche. Vi è scolpito un bassorilievo raffigurante San Sebastiano, sormontato da un capitello classicheggiante. L’opera, che stilisticamente ha influenze di area genovese, è assegnabile ad un arco di tempo tra l’ultimo quarto del XV secolo e gli inizi del successivo.Oggi può essere ammirato nella cappella gentilizia del castello di Pocapaglia.
XVI SECOLO: IL CASTELLO E IL SUO PORTALE MONUMENTALE
Il castello di Pocapaglia ha origine molto antica, risalente al duecento, ma oggi appare al visitatore come una dimora signorile cinquecentesca. Infatti dopo le devastazioni portate dalle truppe francesi nel 1534 venne ristrutturato dalla famiglia Cravetta nella seconda parte del secolo. Essi acquisirono una quota del feudo e fecero in parte ricostruire la dimora castellana, incorporandovi pure strutture residue del precedente nucleo fortificato. Elementi importanti di questa fase realizzativa si possono oggi osservare in alcune parti del castello, come la cosiddetta “sala di giustizia” e lo stupendo portale monumentale.
Il portale, già pienamente rinascimentale, è stato assegnato addirittura al Sansovino. Molto probabilmente non fu lo scultore toscano a realizzarlo, ma è chiaro come l’autore fosse aggiornato sulle più moderne soluzioni architettoniche. Sugli ampi stipiti del portone sono scolpiti con ottima fattura elmi, armature, scudi ed armi, che danno al visitatore l’idea di entrare in una fortezza. Le sculture sono in forte altorilievo e si rifanno a modelli classicheggianti, con uno sviluppo verticale che fa pensare alle grottesche. Anche il grande mascherone inserito nello scudo dello stipite destro ricorda alcune soluzioni formali adottate nelle grottesche, molto usate nel XVI secolo. L’opera di Pocapaglia è di altissima qualità, tanto che lo stesso Juvarra probabilmente la vide durante un suo soggiorno a Guarene, e ne rimase impressionato. Infatti utilizzò uno schema praticamente identico per realizzare gli stipiti di palazzo Madama.

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