EPOCA ROMANA: RITROVAMENTI AI PILONI
Alcuni importanti ritrovamenti di epoca romana sono stati fatti nella zona del santuario dei Piloni, in borgata Laione. La zona boschiva è stata probabilmente un antico sito culturale, collegato alla sottostante Valdiana (Vallis Dianae).
Un epigrafe flavia della VIII Legione è stata ritrovata nella valle, e probabilmente proveniva da un piccolo tempio che doveva essere ai margini del boschetto. Oggi il reperto del I secolo a.c. è conservato a Torino.
Il ritrovamento più importante consiste senza dubbio nei due mascheroni in marmo bianco, che oggi si possono ammirare inseriti nella facciata della chiesa dei Ss. Giacomo minore e Filippo ai Piloni. Queste due sculture hanno origine misteriosa, e sono stati arbitrariamente collegati al culto della Dea Diana, anche se in realtà non esiste nessun elemento concreto che faccia pensare a ciò. Esse raffigurano due volti con le palpebre chiuse, in atteggiamento dormiente o mortuario, contraddistinti da una classica acconciatura di capelli; le statue potrebbero inserirsi nell’ambito dell’arte provinciale, non intaccata dall’influenza dell’arte ellenica e quindi tendente ad un’espressività naturalistica, veristica.
XIII SECOLO: ARCHITETTURA ROMANICA
Tracce di architettura Romanica a Montà si possono trovare nei ruderi dell’antica S. Martino a S. Vito, nonché in modeste parti della chiesa dei Ss. Giacomo minore e Filippo.
S. Martino a S. Vito
Un'indagine archeologica del 1984 ha consentito di mettere in luce i resti di una piccola chiesa a navata unica conclusa da un abside semicircolare, contraffortata in corrispondenza dei muri laterali oggi scomparsi. Altre indagini hanno evidenziato all’interno dell’abside la presenza del basamento dell’altare, e all’esterno alcune tombe in piena terra, in pessimo stato di conservazione. L’epoca di costruzione dell’edificio sacro è ancora molto dubbia. Secondo alcuni studiosi potrebbe trattarsi del “titolo” di S. Martino, collegato all’ abitato di Turriglie, che venne distrutto da Asti tra il 1254 ed il 1258 durante la guerra contro i Biandrate. Questo ed altri elementi farebbero risalire la costruzione della struttura al XIII secolo.
Ss. Giacomo e Filippo presso i Piloni
La chiesa di Ss. Giacomo minore e Filippo presso i Piloni ha una storia antichissima. È infatti certo che qui esistesse un edificio di culto ben prima del duecento. Verso la fine di questo secolo venne però ricostruita, e in alcune parti della chiesa si possono ancora osservare le modalità di costruzione romaniche e gotiche. Ad esempio i bassorilievi nelle mensoline in laterizio sul fianco della chiesa risalgono alla seconda metà del duecento. Rappresentano figure umane, zoomorfe o semplici decorazioni.
In alcune parti murarie si possono individuare i primi esempi di transizione tra tardo Romanico e Gotico. Nella facciata si notano ancora decorazioni in mattoni disposti a dente di sega e una finestrella di forma ogivale. La chiesa ha subito nel corso dei secoli numerose modifiche.
XVI SECOLO: LA CHIESA DI SANT'ANTONIO ABATE
Nel corso del cinquecento i Malabaila fecero demolire l’antico oratorio presso il castello, nella parte più alta della villa, e fecero costruire la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate. La struttura è ancora tardo gotica, con la navata centrale articolata su cinque arcate e quelle laterali soltanto su quattro. Il coro è risolto con cinque angoli e rispettive lesene. Nel corso del XVII e XIX secolo la chiesa viene ampiamente riplasmata, e vengono realizzati il campanile e la facciata odierni.
XVII SECOLO: IL CASTELLO
Il castello di Montà ha origini relativamente tarde perché l’antico fortilizio di origini romane sorgeva in un altro punto, ed oggi è totalmente scomparso. Fu costruito dove ancora oggi lo possiamo ammirare nel 1363 per volere dei Roero, ma fu completamente rifatto dagli Isnardi nel 1647. Oggi appare come una gentile dimora seicentesca con tanto di torre rotonda finemente decorata, ampio loggiato, elegante salone d’onore, scenografico portale d’accesso e grande giardino. Al suo interno ci sono ancora magniloquenti pitture e affreschi di architetture dipinte a trompe l’oeuil, nonché un cunicolo che si perde nel buio, un pozzo e le affascinanti prigioni.
XIX SECOLO: LA CONFRATERNITA DI SAN MICHELE
Nel 1845 viene costruita la chiesa di San Michele e Bernardino, che funge da oratorio per la confraternita dei Disciplinanti.

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