ARCHITETTURA PREROMANICA
Sono molto rare nel Roero le testimonianze d’arte preromanica. Infatti per l’architettura si sono conservate fino ad oggi soltanto alcune componenti murarie della cappella cimiteriale a San Ponzio a Monticello e la cappella di San Vittore a Priocca.
I caratteri semplici di questi edifici si rifanno allo stile sobrio sviluppato in Lombardia dai cosiddetti “maestri comacini”, tra l’VIII e l’XI secolo.
IL ROMANICO
Il Romanico ha lasciato molte tracce di sé, anche grazie alla ripresa economica del secolo XI, e al riordino della Chiesa attraverso la fondazione di numerose pievi, “titoli” e monasteri.
Dalla seconda metà dell’XI alla prima metà del XIII secolo si afferma pienamente nel Roero l’architettura Romanica, contrassegnata dalla netta impronta del linguaggio lombardo, ma con alcuni chiari influssi provenzali e borgognoni. Qui l’architettura assume un aspetto austero e popolare: chiese, monasteri e castelli si costruiscono con estrema essenzialità, impiegando essenzialmente il laterizio e la pietra locale.
Nel XII secolo la strutturazione degli edifici si perfeziona tecnicamente, articolata talvolta con lesene e cornici di archetti ciechi a tutto sesto.
Molti limitati sono gli interventi decorativi, che mal si adatterebbero ad una architettura funzionale ed essenziale, anche se sul finire del duecento abbiamo alcuni esempi di un uso più largo di decorazioni.
IL GOTICO
L’arte gotica si diffuse con un po’ di ritardo rispetto ad altre zone, tanto che i primi esempi risalgono alla fine del duecento.
Gli scontri e le continue guerre di questo periodo tormentato incrementano lo sviluppo dell’edilizia castellana e di difesa. La creazione delle “villenove”, per opera soprattutto del comune di Asti, determina, oltre ad una grande crescita urbana, soluzioni architettoniche coordinate per la difesa e la residenza.
Gli edifici religiosi risentono degli influssi cistercensi di derivazione francese, mentre i campanili mantengono evidenti rapporti formali con le coeve torri delle costruzioni castellane.
IL QUATTROCENTO
Per quasi tutto il XV secolo permangono nel Roero gli influssi dei modi formali gotici: fenomeno dovuto all' ambiente chiuso della feudalità locale, alle esigenze edilizie ancora legate a caratteristiche di difesa, alla collocazione geografica periferica rispetto ai grandi centri urbani rinascimentali.
IL CINQUECENTO E L’AFFERMAZIONE DEL RINASCIMENTO MATURO
Col definitivo tramonto del castello – fortilizio, talune roccaforti vengono trasformate in dimore signorili.
Le chiese mantengono caratteri di austerità, seppur collocati in equilibrate volumetrie con facciate sobrie e proporzionate.
IL SEICENTO
L’architettura seicentesca può essere divisa in una prima fase, che va fino ad oltre la metà del secolo, in cui permangono gli stilemi tardo – rinascimentali, e in una seconda fase che coincide con gli ultimi trentenni del secolo, in cui si osserva l’avvento del Barocco.
Nella prima parte del secolo si realizzano edifici compatti, severi, appena alleggeriti da qualche elemento decorativo. Col passare degli anni, sulla spinta delle influenze della grande architettura barocca italiana, le costruzioni cominciano ad arricchirsi di soluzioni fantasiose e di ricercata eleganza decorativa.
IL SETTECENTO
In Piemonte grandi architetti come Juvarra e Vittone portano a maturità lo stile Barocco, anche se si affacciano già alcune influenze Rococò, ordinate in equilibrate volumetrie e scansioni ritmate.
Nel corso di tutto il secolo alcuni progettisti locali ed importanti autori esterni sviluppano creativamente i modi barocchi, innestando le proprie architetture nei nuclei medievali o in edifici creati ex novo. In questo periodo sono molto numerose le ristrutturazioni di edifici già esistenti.
Con la fine del secolo, in concomitanza con la conquista francese, si fanno sentire anche nel Roero gli influssi del Neoclassicismo.
L’OTTOCENTO
Il Neoclassicismo e il Romanticismo si mescolano nelle architetture di inizio ottocento. Nella seconda metà del secolo Romanticismo ed Eclettismo determinano caratteri architettonici riecheggianti il passato in varie opere religiose e civili.

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