EPOCA ROMANA
Nelle zone di Cassigliane, Valle Maggiore, San Remigio e Valmellana sono stati fatti alcuni importanti ritrovamenti archeologici, riconducibili alla presenza romana sul territorio. Molto probabilmente queste aree appartenevano a “fundi” romani ed erano collegate alla “strata” che passava per Cisterna.

XIII SECOLO: LE TORRI DEL CASTELLO
Nel castello di Cisterna si può ancora ammirare la splendida torre duecentesca, esempio di come lo stile Romanico fosse assorbito nel Roero. L’edificio quadrangolare a laterizi a vista fu costruito probabilmente dai De Gorzano nel 1242. L’apparecchio murario è giunto fino a noi in ottime condizioni, e oggi possiamo ancora ammirare la fascia decorativa costituita da quattro serie di mattoni aggettanti, posta a coronamento della torre. Dello stesso periodo è la torre-porta che serve come accesso alla parte superiore del recinto fortificato. L’edificio è caratterizzato da alcuni elementi peculiari: il portale a tutto sesto, la merlatura e la splendida cornice decorativa, costituita da più serie di mattoni interposti a cornici di losanghe.

XV SECOLO: IL CASTELLO
Sempre all’interno del castello, possiamo osservare alcuni interventi quattrocenteschi, rilevabili nel settore superiore dell’edificio, e commissionati dagli Ugoni o dai Garretti, consignori per metà del feudo.

XVI SECOLO
Fortificazioni del castello

Le fortificazioni del castello cisternese sono datate all’incirca a metà del secolo XVI, e furono realizzate per resistere allo sviluppo delle armi da fuoco. La loro realizzazione avvenne in epoca molto tormentata: prima furono danneggiate durante l’occupazione francese, e poi durante l’assedio di Carlo Emanuele I del 1581. Dopo la resa il duca sabaudo propose alla Santa Sede, che teneva la città, il restauro migliorativo della fortezza, dando l’incarico progettuale agli ingegneri militari Domenico Poncello, Ferrante Vitelli e Bonforte Asinari.

Disegni murali nel castello
Sempre nel castello possiamo trovare un importante documento del gusto grafico di fine cinquecento. Sono alcuni disegni tracciati sulle pareti interne del secondo piano. Tra varie scritte e scarabocchi di epoche successive si notano ancora alcuni soggetti originali, che sono la gallina, uno stemma, dei pesci e una forma a guisa di nodo. Queste “illustrazioni” furono realizzate poco dopo alla riconquista e ristrutturazione del castello da parte di Carlo Emanuele I. Lo scopo per cui furono realizzati non è del tutto chiaro, e non si sa se fossero disegni preparatori per affreschi oppure semplici divertissements.

XVII SECOLO: PITTURA SACRA
Due dipinti conservati in altrettanti edifici sacri rappresentano la pittura sacra in zona. Nella chiesa campestre di
S. Gervasio vi è una pala sull’altare maggiore del 1663, raffigurante La Madonna incoronata con i Santi Gervasio
e Protasio
.
Molto interessante è la tela di grandi dimensioni sull’altare principale nell’oratorio dei Disciplinanti di San Giuseppe. L’opera rappresenta il Santo con una veduta della località di ottima fattura. La realizzò il fiammingo Abeille nel 1664. All’interno dello stesso edificio, anch’esso costruito nel seicento ma poi alterato, si può vedere un artistico altare barocco in legno scolpito, che la tradizione attribuisce a un ignoto frate.

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